Archive for the ‘Riflessioni’ Category


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Ho fatto un sogno vero brutto

HO FATTO UN SOGNO VERO BRUTTO Quel sogno che sembra vero vero ed è pure brutto brutto sogno che ti perdo a un mercato e non ti trovo più sogno che mi sveglio senza fiato, con l’affanno e sono già nel buco depressioso ansioso: che quante volte che mi succederà non di perderti in città […]

10) Con duecentoventiquattromila baci

Niente, è tanto che non vi aggiorno. Quindi provo a riassumere. All’incirca è andata così che praticamente il piccolo Nanaz ingrassava e acquisiva features straordinarie tipo stringere il dito con la manina, fare tantissima cacca in una volta sola, piegarsi in avanti con le addominali, fare il sorrisino e a volte la risata, tirare il filo, […]

9) Non studio non lavoro non guardo la tv non vado al cinema non faccio sport.

Dopo una settimana siamo dovuti tornare a neonatologia per fare il controllo delle piastrine. Abbiamo rivisto la sala d’aspetto con il suo fermento di attese, salutato le infermiere che facevano su e già nei corridoi, passati davanti al vetro sulla vista dei neonati in batteria. Era un po’ come tornare a casa. Ci ha accolto […]

8) Nonne che fissano i bebè.

Verso i trent’anni fra i miei amici di Pisa s’iniziò a diffondere un morbo chiamato figliolanza. Poi il morbo si spostò, anche se con ritardo, fra i miei amici di Roma, Questo morbo portava gli esseri contagiati ad avere loro rituali ed usanze, a muoversi in gruppo, più lenti ma inesorabili. Erano tantissimi, erano come […]

7) Il ritorno a casa, il poco sonno, la molta merda, la sindrome premestruale.

  Credo di aver scoperto la funzione della sindrome premestruale. Vedrete se non lo annunceranno prima o poi nella sezione scienza del Guardian o sulla colonnina destra di Repubblica. Ho capito che la sindrome premestruale in realtà  è un raffinato strumento di cui sono dotate le donne per testare i partner maschili sulle loro potenzialità  di […]

6) La gloriosa uscita da subintensiva.

Io ho imparato a cambiarti il pannolino sul fasciatoio di subintensiva che dava sulla grande finestra che si affacciava sugli alberi dell’ospedale. E dopo averti cambiato il pannolino e dopo la puppata, ti prendevo in collo e ti portavo davanti a quel vetro e ti mostravo il mondo fuori e ti dicevo: guarda gli alberi […]

4) Fughe dall’ospedale, i NeoNazitologi, Thom Yorke e Jacopone da Todis.

Il giorno dopo che abbiamo saputo che Ottavia era incinta abbiamo iniziato a scherzarci su: verrà bassa come te e gobbo come me, cieco come una talpa perchè siamo tutti e due ciechi. I tuoi denti e le mie carie. Le tue piastrine e la mia retina. Un mostro sarà. E ridevamo e speravamo che […]

3) Quando mi sforzai di essere un padre oggettivo e fui costretto a constatare che mio figlio era il Messia.

Il parto insomma era andato benone. Anzi benissimo. Solo 3 ore e mezzo di travaglio che dicevano era pochissimo (e io chiedevo: ma non le contate tutte le dodici ore e passa di contrazioni?) poche anche quelle! E a Ottavia neanche un punto alla sua topina che quindi sarebbe tornata brand new. Tanto che lei, […]

2) E Dio disse: “Partorirai con dolore.” E l’Epidurale rispose: “Non credo.”

Perfino quando erano iniziate le contrazioni eravamo molto indecisi se andare a Pontedera (dove hanno un approccio umano e naturale al parto, e ti lasciano con il bimbo appena è nato e però non ti fanno l’epidurale e non c’è neonatologia) o a Pisa (dove ti tolgono il figlio dopo il tempo di due foto […]



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