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Allora ne valeva la pena


Non ho aggiornato il blog da tanto.

E’ stato un periodo incasinato: mille cose da fare e mille emozioni.

Qui sotto scrivo un po’ di estratti degli articoli dei giornali più importanti (spero di avere tempo di fare lo stesso con tanti articoli belli e lusinghieri e intelligenti che sono usciti sul web) e i premi che sono arrivati fino a ora.

Ma la cosa più bella e importante è stata la reazione degli amici, di quelli che fanno cinema, di quelli che non conoscevo, del pubblico insomma.

E devo essere sincero: io all’inizio ero tutto preso dagli incassi, da cosa avrebbe detto la critica etc. e non me la sono goduta a pieno. Che persona piccola.

Per me è stato un miracolo che la gente apprezzasse il film così tanto. Io non ci avevo sperato. Quasi non ci credevo quando succedeva. Anzi, a dirla tutta, ci sono stati molti momenti in montaggio in cui ero convinto che il film fosse una mezza ciofeca. Che non avrebbe fatto ridere. E allora sentire la gente sganasciarsi in sala, vederli uscire dal cinema contenti, ricevere le telefonate e messaggi giorni dopo: “c’ho ancora il sorriso sulla bocca”, “mi è venuta voglia di andare a vivere a Pisa”, “mi hai riconciliato con quel periodo” è stato davvero importante perchè l’autostima durante tutto questo processo è stata messa a dura prova, e la difesa mia e del film non è stata cosa semplice.

Tutto questo lo devo ai miei attori, a tutta la mia troupe, al mio sceneggiatore, al mio montatore, al mio fonico, a Lulli, Gismondi e Masi, a tutta la produzione, alle persone che mi stanno accanto e mi sentono giorno dopo giorno, lamentarmi, incazzarmi, avere ansia e paura. Prima di tutto Ottavia, e ai miei genitori. Insomma avete capito. Se no poi divento patetico.

Infatti ora stacchiamo. Andiamo in India, a Mumbai da un amico indiano. Ci sarà solo da preoccuparsi di cosa si mangia e di capire un nuovo mondo.

Quando tornerò spero di rimettermi a lavorare sodo, di avere la fortuna di trovare altra gente così bella che creda in me.

Il film mi ha riconciliato con il cinema, con la regia, con Roma. E’ un momento bello. Spero che mi ricapiti. Ma se no, va bene pure così. Queste sono le cose per cui uno alla fine dice: allora tutta la fatica, le scuole, gli sbagli, le botte e gli scazzi sono serviti a qualcosa. Allora ne valeva la pena.

Grazie.

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Una tragedia? Una farsa? Una denuncia politica? Ripercorrendo con simpatia e partecipazione emotiva quei fatti Johnson riesce dove in molti non avevano nemmeno provato: cercare di sorridere di un periodo dove ironia e allegria erano risolutamente fuori legge. Ma senza buttare tutto in farsa, piuttosto cercando di far capire la complicazione mentale, se non proprio la confusione in cui si trovavano molti giovani.

La sorpresa delle ultimissime scene è la dimostrazione dell’onestà e della sincerità con cui regista e attori hanno raccontato quei giorni. Talmente veri da sembrare mitici.

Mereghetti – Corriere Della Sera

Un piccolo gioiello cinematografico. In un crescendo di assurdo e malinconico affetto per approdare ad un finale alla American Graffiti di sottile malinconia. Sempre con leggerezza poesia e intelligenza.

Lusardi – Ciak

Divertente e “genuinamente grottesco”, I primi della lista è una delle cose migliori viste al festival finora. Ridere di gusto per riflettere sull’ieri e sull’oggi, sui movimenti e le loro contraddizioni, sull’anelito alla fuga e la necessità di affrontare la realtà.

Greco – Paese Sera

Nella sua comicità lieve e stralunata I Primi Della Lista sembra la risposta extraparlametare a Vogliamo I Colonnelli, girato da Monicelli nel ’73: peccato che il grande Mario non conoscesse questa storia, era perfetta per lui. Ma Johnson italo-inglese cresciuto a Pisa, è degno di cotanto maestro e firma un film davvero insolito.

Crespi – L’Unità

Riuscitissimo esordio alla regia (…) e la precisione, l’umorismo, la sottile pietas con cui ricostruisce il cilma le ossessioni di quell’epoca la dicono molto più lunga su quel periodo di tanti film ingessati e seriosi su quegli anni…

Ferzetti – Messaggero

Atipico nell’attuale commedificio italiano, divertente ma non sciocco, che stuzzica la nostalgia senza sprofondarvi dentro.

Anselmi – Riformista

Applausi scroscianti per tutti

Catalli – Panorama

Da non perdere, travolgente (…) sospeso sapientemente tra indulgenza amorevole verso gli ultimi residui di un’ingenuità ”contro” che ancora sopravviveva agli ottimistici anni 60, e implacabile riduzione a farsa grottesca di una stagione di velleitarismo rivoluzionario che avrebbe provocato danni gravissimi al futuro italiano
Da non perdere(…)

D’Agostini – Repubblica

I Primi Della Lista trasformano in oro il “piombo” dei favolosi anni 70, e fa luccicare la stragione delle lotte operaie e studentesche con tenerezza humour e nostalgia. Nel tono da commedia morettiana, dialoghi e battute dolci-amare dei maldestri miitanti si infiltra surreale la tragedia. Piccolo imperdibile film italiano.

Clotta – Il Manifesto

Premi fino ad ora:

-Al Festival di Roma Francesco Turbanti ha vinto il premio come miglior attore emergente.
-Al Festival di Sulmona diretto da Roberto Silvestri e con la presidenza della giuria di Enrico Ghezzi abbiamo vinto Miglior Regia e Miglior Attore (ex aequo Turbanti e Cioni)
-Al Festival Costaiblea presieduto da Vito Zagarrio abbiamo vinto Miglior Opera Prima

Posted on
Monday, December 19th, 2011
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