Archive for December, 2013


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5) La solitudine della carrozzina.

Quando eravamo dentro terapia sub intensiva passavamo delle ore con il Nanaz come se fossimo a casa con lui: gli cambiavamo il pannolino, lo cullavamo, lo allattavamo. E poi però io tornavo davvero a casa (e da solo, perchè Ottavia rimaneva in ospedale) e mi trovavo di fronte alla carrozzina pronta come l’avevo preparata il […]

4) Fughe dall’ospedale, i NeoNazitologi, Thom Yorke e Jacopone da Todis.

Il giorno dopo che abbiamo saputo che Ottavia era incinta abbiamo iniziato a scherzarci su: verrà bassa come te e gobbo come me, cieco come una talpa perchè siamo tutti e due ciechi. I tuoi denti e le mie carie. Le tue piastrine e la mia retina. Un mostro sarà. E ridevamo e speravamo che […]

3) Quando mi sforzai di essere un padre oggettivo e fui costretto a constatare che mio figlio era il Messia.

Il parto insomma era andato benone. Anzi benissimo. Solo 3 ore e mezzo di travaglio che dicevano era pochissimo (e io chiedevo: ma non le contate tutte le dodici ore e passa di contrazioni?) poche anche quelle! E a Ottavia neanche un punto alla sua topina che quindi sarebbe tornata brand new. Tanto che lei, […]

2) E Dio disse: “Partorirai con dolore.” E l’Epidurale rispose: “Non credo.”

Perfino quando erano iniziate le contrazioni eravamo molto indecisi se andare a Pontedera (dove hanno un approccio umano e naturale al parto, e ti lasciano con il bimbo appena è nato e però non ti fanno l’epidurale e non c’è neonatologia) o a Pisa (dove ti tolgono il figlio dopo il tempo di due foto […]

1) Il posto migliore dove non partorire.

Si dice che alcuni uomini rimangano traumatizzati per sempre dalla visione del parto e non riescano più a fare sesso con le proprie compagne perchè la loro vagina sarà da quel momento immagine di geyser di sangue e creature urlanti, e non più dolce rifugio dell’amore. Nel mio caso succederà il contrario. Chissà se la […]

Ottanta candeline per Einaudi

Per il suo ottantesimo compleanno la casa editrice Einaudi mi ha chiesto come regalo di scrivere un piccolo pensiero, eccolo: “Quando ero giovane Einaudi per me non era una casa editrice, tantomeno una persona, ma una sorta di sfera magica: era l’essenza dell’antifascismo. Non solo perché aveva rappresentato, pubblicato ed era stata plasmata dagli scrittori […]

Di Arena ce n’è una sola

Tempo fa scrissi questi due articoli sul Pisa per il Tirreno. Eccoli: “Andare a vedere Pisa-Perugia non né un passatempo, né una gioia. Andare a vedere la partita, oggi, è una sofferenza. Me lo dice il mio amico Rube che ha avuto il biglietto da un abbonato che ha rinunciato alla prelazione perché aveva paura […]



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